Ron Howard difende Angeli e demoni
Columbia Pictures, Zade Rosenthal/Columbia Pictures
A quanto pare Ron Howard non ha dimenticato ciò che era successo l’ultima volta che aveva trasformato un romanzo in un’opera per il grande schermo.
Consapevole dell’inevitabile controversia religiosa che sta per insorgere, il regista dell’atteso Angeli e demoni si è già messo a difendere il sequel del Codice Da Vinci, descrivendolo come un thriller hollywoodiano, e non una dissertazione anti-cattolica.
"Permettete che mi spieghi: né io, né Angeli e demoni siamo anti-cattolici", ha scritto il regista nel blog dell’Huffington Post. "E lasciate che sollevi una piccola controversia: ritengo che i cattolici, fra cui gran parte dei membri della Chiesa, apprezzeranno il film per quello che è: un mistero emozionante, ambientato nella bellissima Roma”.
"Dopo tutto, in Angeli e demoni, il professor Robert Langdon unisce le proprie forze a quelle della Chiesa Cattolica al fine di sgominare un terribile attacco contro il Vaticano. Cosa c’è, esattamente, di anti-cattolico in tutto ciò?”
Tom Hanks riveste di nuovo il ruolo di Langdon, professore di simbologia ad Harvard, nel sequel cinematografico (tratto dal romanzo di Dan Brown, Angeli e demoni, scritto prima del Codice Da Vinci) che uscirà nelle sale il 15 maggio.
Nonostante la critica avesse attaccato Il codice Da Vinci, si è optato per la realizzazione di un sequel dopo che il thriller del 2006 aveva incassato oltre $758 milioni in tutto il mondo — anche se il Vaticano aveva cercato di boicottarlo e si era assistito a numerose proteste da parte di gruppi cattolici.
Le autorità del Vaticano non hanno ancora dichiarato guerra apertamente ad Angeli e demoni, ma alcune avrebbero detto che la Chiesa cattolica non “può approvare” un argomento simile.
"William Donohue della Lega Cattolica ha intrapreso una missione", ha scritto Howard. "Dio solo sa se si tratti di una missione in suo nome, ma l’obiettivo è chiaro: dipingere me e il film che ho diretto, Angeli e demoni, come un’opera anti-cattolica".
Donohue ha steso un trattato informativo: "Angels and demons: More Demonic Than Angelic", (tradotto letteralmente Angeli e demoni: più demoniaco che angelico), per dissuadere i credenti dal guardare il progetto di Howard.
"A quanto pare io e il signor Donohue abbiamo una cosa in comune: entrambi amiamo inventare e raccontare storie, proprio come sta facendo lui con la sua propaganda", ha continuato il regista vincitore di Oscar.
Howard ha poi dichiarato come, secondo lui, il suo ultimo film si ponga lealmente nei confronti del Cattolicesimo.
"So che la fede consiste nel credere senza vedere (e sarebbe un boicottaggio non credere senza vedere)”, ha detto il regista. "Ma non mi aspetto che William Donohue abbia fede in me, quindi lo sprono ad andare a visionare Angeli e demoni per sé stesso. In tal modo constaterà, e forse crederà, che sto dicendo la verità”.
Nel frattempo, per gli amanti di Dan Brown, il romanzo sequel de Il codice Da Vinci, The Lost Symbol, uscirà nelle librerie il 15 settembre.

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